Matteo, Venezia e Unlock Venice

Mi chiamo Matteo Currò. Sono nato in provincia di Venezia nel 1990, sono cresciuto tra Mestre e Venezia e Unlock Venice nasce, prima di tutto, dal rapporto che ho con questi luoghi.

Non sono una guida turistica e non voglio fingere di esserlo. Sono semplicemente una persona che qui ci vive, ci lavora e continua a essere curiosa della città in cui è cresciuta.

Per alcuni anni ho lavorato a Padova. Poi la voglia di tornare professionalmente a Venezia ha avuto la meglio: oggi lavoro all’Università Ca’ Foscari occupandomi di applicativi, sistemi e dati. Questo significa che Venezia non è per me una destinazione da visitare qualche volta all’anno: ci sono praticamente ogni giorno.


Venezia, tutti i giorni

La vedo in agosto quando sembra non esserci più spazio per nessuno e nelle mattine d’inverno in cui alcune calli tornano quasi silenziose. Con il sole, con la pioggia, con la nebbia, con l’acqua alta e con l’acqua bassa. Quando è scenografica e quando è semplicemente una città che si sveglia e va al lavoro.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui ho iniziato a scrivere Unlock Venice.

Ogni giorno vedo moltissime persone arrivare a Venezia e seguire più o meno lo stesso percorso: stazione, Rialto, San Marco, qualche foto e ritorno. Non c’è nulla di sbagliato: sono luoghi straordinari e sarebbe assurdo sostenere il contrario. Ma Venezia diventa molto più interessante appena si esce dal flusso.

Secondo me Venezia non va semplicemente visitata. Va lasciata accadere.

Bisogna qualche volta sbagliare calle, attraversare un ponte senza sapere esattamente cosa ci sia dall’altra parte, fermarsi in un campo che non era previsto nell’itinerario e rallentare.

Per questo su Unlock Venice non troverai sempre percorsi rigidi da seguire metro per metro. Alcuni articoli sono volutamente degli assaggi: raccontano un luogo, una storia, una parola veneziana, una chiesa, un’isola o un dettaglio che magari altrimenti avresti superato senza notarlo.

L’idea non è dirti esattamente dove guardare in ogni momento. È darti qualche motivo in più per guardarti intorno.

È anche per questo che nel sito trovi informazioni pratiche aggiornate, come meteo e situazione dell’acqua: quando vivi Venezia quotidianamente impari presto che la stessa città può essere molto diversa a seconda dell’ora, della stagione e delle condizioni della laguna.

I miei piccoli riti veneziani

Ci sono poi luoghi e abitudini che per me hanno poco a che fare con una classifica delle “cose da vedere” e molto di più con il piacere di stare a Venezia.

Uno dei miei posti preferiti è la Fondamenta degli Ormesini, soprattutto all’ora dell’aperitivo in primavera e in autunno. Quando le giornate si allungano ma la città non è ancora nel pieno dell’estate, fermarsi al Timon per bere qualcosa o al Paradiso Perduto è uno di quei piaceri semplici che per me valgono molto più di tanti itinerari programmati.

Un altro posto a cui sono affezionato è il Bacareto da Lele. È uno di quei locali che conserva ancora un’anima molto studentesca, anche nei prezzi, e dove puoi trovare qualcuno praticamente a qualsiasi ora. Sempre che quel giorno l’oste non abbia deciso che è meglio tenere chiuso: anche questo, in fondo, fa parte del carattere del posto.

Mi piace molto anche la Giudecca, forse proprio perché spesso resta ai margini dei percorsi più scontati. Ha un ritmo diverso, un rapporto con l’acqua e con il bacino di San Marco che cambia completamente la prospettiva sulla città. È anche il posto dove mi piace andare per il Redentore: non necessariamente in prima fila, ma in un’atmosfera che sento molto più vicina alla Venezia che conosco.

E poi ci sono i rituali minuscoli, quelli che non finiscono nelle guide. Uno dei miei è passare da Tonolo a prendere delle pastine da portare in ufficio. A volte per una ricorrenza, altre volte semplicemente perché c’è voglia di mangiare qualcosa insieme. È una cosa piccola, ma per me Venezia è fatta anche di questo: lavoro, abitudini, colleghi, pause e convivialità, non soltanto monumenti.


Prima del turismo, c’era il web

C’è poi un’altra parte della mia storia che spiega perché questo progetto esiste proprio sotto forma di sito.

Ho iniziato a giocare con il web quando ero molto giovane e lavoro professionalmente nel settore dal 2010. Ho fatto il web designer, ho lavorato in proprio e ho seguito progetti digitali per molti anni; oggi la tecnologia continua a essere il mio lavoro, anche se in una forma diversa, all’interno dell’Università Ca’ Foscari.

Unlock Venice mette insieme queste due parti della mia vita: il web e il territorio in cui sono cresciuto.

Non nasce quindi come una guida costruita da una redazione lontana da Venezia. È un progetto personale che cresce articolo dopo articolo, partendo da cose che conosco, da posti nei quali torno, da dettagli che incontro e da argomenti che mi incuriosiscono abbastanza da volerli approfondire.

Se vuoi capire meglio l’idea editoriale del progetto, ho raccontato più diffusamente che cos’è Unlock Venice e perché esiste.


E poi c’è un appartamento

L’appartamento Unlock Venice non è stato scelto a caso per trasformarlo in una casa vacanze.

È la casa in cui ho vissuto da bambino, fino a circa sette anni.

Per questo ci sono inevitabilmente affezionato. Nel 2026 ho deciso di ristrutturarlo completamente, ripartendo praticamente da zero e cercando di trasformarlo nel tipo di appartamento che sceglierei io come base per qualche giorno tra Mestre e Venezia.

Non penso sia perfetto in senso assoluto e non mi interessa raccontarlo come se lo fosse.

Per me è però una base particolarmente adatta a due persone: abbastanza vicina a Venezia da raggiungerla con grande facilità, ma inserita nel centro di Mestre, in una zona che continuo a vivere personalmente. Abito a circa dieci minuti di bicicletta dall’appartamento e, partendo da lì e pedalando verso la laguna, in circa mezz’ora si può arrivare a Piazzale Roma.

Questo significa anche una cosa molto semplice: se ospito qualcuno qui, non sto affittando una casa in una città che conosco soltanto da turista o da proprietario distante. Vivo nelle vicinanze e continuo a muovermi ogni giorno nello stesso territorio.

Sì, ci sono anche dei difetti

Il più evidente è facile da spiegare: l’appartamento si trova al quarto piano e al momento il condominio non ha l’ascensore.

Preferisco scriverlo chiaramente piuttosto che nasconderlo in fondo a una descrizione. Se hai difficoltà motorie, molti bagagli pesanti o semplicemente non ami fare scale, è un elemento da valutare seriamente prima di prenotare.

Se vogliamo trovare un lato positivo, può essere considerato un piccolo allenamento preventivo: a Venezia di gradini, tra un ponte e l’altro, ne incontrerai parecchi comunque.

In futuro in condominio potrebbe anche essere installato un ascensore. Per ora, però, preferisco raccontare la situazione per quella che è.


Perché Mestre

Su Mestre online si legge un po’ di tutto.

A volte viene raccontata soltanto come il posto economico dove dormire per andare a Venezia. Altre volte, leggendo certe discussioni, sembra quasi una città dalla quale sia meglio scappare appena scesi dal treno.

La realtà, come spesso accade, è molto meno estrema.

Mestre è la parte di terraferma del Comune di Venezia ed è una città vissuta quotidianamente da decine di migliaia di persone. Ha zone migliori e zone meno interessanti, aree dove la sera è opportuno prestare maggiore attenzione e altre estremamente tranquille. Esattamente come succede nella maggior parte delle città.

L’appartamento si trova a Mestre centro, a circa cento metri da Piazza Ferretto e su Viale Garibaldi: un lungo viale alberato che considero personalmente uno degli assi più belli della città. Bar, ristoranti, negozi e vita quotidiana non sono qualcosa da raggiungere prendendo un autobus: sono intorno a casa.

Ho raccontato meglio questa parte di Mestre nella guida dedicata al centro di Mestre, Piazza Ferretto e i portici.

E Mestre non finisce certo lì.

Prima del Ponte della Libertà c’è Forte Marghera, un’ex area militare diventata uno degli spazi culturali e sociali più interessanti della terraferma. Soprattutto dalla primavera all’autunno ospita mostre, festival, spettacoli, appuntamenti e luoghi dove fermarsi a bere o mangiare. È uno di quei posti nei quali, nelle sere giuste, trovi molti più residenti che turisti.

Poco più avanti c’è il Parco San Giuliano, affacciato direttamente sulla laguna. Il progetto complessivo interessa un’area molto più vasta, mentre la parte realizzata del parco occupa oggi circa 74 ettari. È grande abbastanza da andarci in bicicletta, correre, camminare per molto tempo o semplicemente fermarsi a guardare Venezia dall’altra parte dell’acqua.

All’alba, quando la laguna comincia a prendere luce e Venezia è ancora lontana all’orizzonte, è uno dei miei posti preferiti della terraferma.


Mestre non deve fingere di essere Venezia

Ed è forse questo il punto più importante.

Non voglio convincere nessuno che dormire a Mestre sia la stessa cosa che aprire una finestra su un canale a Cannaregio. Non lo è.

Se il tuo sogno è uscire dall’albergo alle sette del mattino e trovare Venezia sotto casa, scegliere il centro storico è un’esperienza diversa e bellissima.

Ma questo non significa che Mestre debba essere raccontata come una scelta di serie B.

Può essere una base diversa: più quotidiana, più semplice da raggiungere dalla terraferma, con una propria vita la sera e con Venezia molto vicina. Per alcune persone sarà la scelta giusta, per altre no.

Unlock Venice vuole ristabilire proprio questo equilibrio: raccontare bene Venezia senza vendere illusioni e raccontare bene Mestre senza cercare di trasformarla in qualcosa che non è.


Un modo un po’ diverso di ospitare

Alla fine, guida e appartamento nascono dalla stessa idea.

Non promettere “la Venezia autentica” come se esistesse una formula segreta riservata ai local. Non vendere scorci nascosti che in realtà conoscono tutti. Non sostenere che Mestre sia Venezia storica. Non nascondere il quarto piano perché potrebbe far perdere una prenotazione.

Preferisco che chi arriva sappia dove sta andando e poi abbia abbastanza informazioni per costruirsi il proprio viaggio.

Unlock Venice non vuole dirti come devi vivere Venezia. Vuole darti abbastanza spunti da permetterti di trovare la tua.

Se durante il viaggio finirai in una calle che non avevi programmato, passerai una sera a Mestre senza sentirti semplicemente “fuori Venezia”, scoprirai una chiesa di cui non avevi mai sentito parlare o ti fermerai cinque minuti in più a guardare la laguna, allora probabilmente questo progetto avrà fatto quello per cui è nato.